La Ricerca in Italia. Un'Idea per il Futuro

La dott.ssa Verzì della Sezione di Dermatologia e Venereologia del Dipartimento di Chirurgia generale e Specialità medico chirurgiche è la vincitrice della borsa di studio del progetto "La Ricerca in Italia. Un'idea per il Futuro".

La dott.ssa Anna Elisa Verzì, specialista in Dermatologia e Venereologia, della Sezione di Dermatologia e Venereologia del Dipartimento di Chirurgia Generale e Specialità Medico-Chirurgiche dell’Università di Catania, diretta dal Prof. Giuseppe Micali, è la vincitrice della borsa di studio di 210.000 Euro dell’ottava edizione dell’iniziativa “La Ricerca in Italia: un’Idea per il Futuro” promossa dalla Fondazione Lilly.
Il progetto di ricerca, dal titolo “Valutazione delle modificazioni vascolari del microcircolo cutaneo della psoriasi in corso di terapia: dalle basi molecolari all’imaging ad alta risoluzione”, è stato riconosciuto, tra i 16 presentati in tutta Italia, come il migliore attraverso una metodologia meritocratica basata su un sistema di peer review internazionale. L’evento di premiazione ha visto anche la partecipazione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Nei prossimi 3 anni, corrispondenti alla durata del progetto, la dott.ssa prenderà in esame 90 pazienti affetti da psoriasi afferenti alla Clinica Dermatologica ove sono attivi ambulatori dedicati alla “Diagnosi e cura della psoriasi” (la cui Responsabile è la dott.ssa Maria Letizia Musumeci) ed alla “Prevenzione e diagnosi precoce dei tumori cutanei” (Servizio di videodermatoscopia il cui Resposabile è il dott. Francesco Lacarrubba). La psoriasi è una frequente dermatosi eritemato-desquamativa ad elevato impatto sociale il cui trattamento ha subito nell’ultimo decennio notevoli progressi. La diagnosi che finora si è basata sull’osservazione clinica della cute (in casi dubbi affiancata dall’esame istologico), può attualmente avvalersi del supporto di indagini innovative diagnostiche di imaging non invasive, quali la videodermatoscopia. Quest’ultima, ampiamente e principalmente utilizzata nella diagnosi precoce del melanoma e di altri tumori cutanei, potrebbe essere utile, come evidenziato da alcuni studi, nel valutare la reale efficacia dei trattamenti antipsoriasici, permettendo di determinare la durata degli stessi e prevedendo il rischio di recidive.
Il progetto, ideato da un team affiatato di specialisti cui fa capo il Prof. Micali, nasce dal riscontro che talvolta, dopo la terapia, anche in assenza di manifestazioni cutanee visibili ad occhio nudo, possono permanere alcune modificazioni del microcircolo cutaneo evidenziate mediante videodermatoscopia, indicative di patologia ancora attiva. Da qui l’ipotesi che la persistenza di tali alterazioni può suggerire la necessità di una prosecuzione della terapia come pure predire eventuali recidive. Si è pensato quindi di valutare la correlazione tra dette alterazioni vascolari a carico del microcircolo cutaneo ed i livelli circolanti e tissutali di mediatori proangiogenetici, nonché l’espressione genica dei possibili fattori implicati in pazienti con psoriasi in corso di terapia. Il progetto prevede altresì la collaborazione con i laboratori di Genetica Medica dell’Università Tor Vergata di Roma e di Fisiologia dell’Università di Catania.

 

 

 


Data di pubblicazione: 09/03/2018